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RAMONDO LO SCUDIERO di Antonio Chirico | Amori, tradimenti ed epiche battaglie di un eroe dimenticato.

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Chi ama i romanzi storici troverà pane per i suoi denti in questo Ramondo lo Scudiero ovvero Raimondello Orsini Del Balzo (1350 – 1406). L’autore, Antonio Chirico, rispolvera un periodo storico fra quelli più immeritatamente sottostimati della storia d’Italia, quello del Basso Medioevo caratterizzato da perenni lotte di potere, alleanze militari e dinastiche nelle quali emergono le disinvolture dei vari capitani di ventura che in molti casi hanno segnato le fortune così come le disgrazie di interi reami. Siamo a cavallo fra 1300 e 1400. Ramondo è una figura storica importante nella storia dell’Italia meridionale e le sue vicende si prestano a un racconto in cui la fantasia prende talvolta il sopravvento sulla ricostruzione storica, ma in definitiva non al punto da rendere inattendibile lo sviluppo dell’intero racconto. Il romanzo è infatti denso di dettagli storici precisi: l’autore, d’altra parte, mette bene in chiaro quali sono le parti romanzate in una opportuna nota finale, sic

TULIPANI di Francesco Nicolò | Quando il nonno si racconta

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Romanzo breve, leggero, di scorrevole lettura, delicato, che affronta in modo divertente le confidenze intime di un vecchio al proprio nipotino undicenne. L’autore propone a suo modo una difficoltà che forse un po’ tutti abbiamo sperimentato nella vita, quella di entrare in relazione, prima ancora che in confidenza, con le generazioni che ci hanno preceduto. Che cosa c’è ancora che i vecchi possono insegnare ai giovani? O almeno, che cosa possono raccontare i vecchi ancora di interessante? Ed è proprio il racconto delle esperienze passate che unisce chi le ha vissute prima, con chi si sta aprendo alla vita, nonostante il mutare dei tempi. E cosa c’è di più inafferrabile e di accattivante se non il rapporto con l’altro sesso? Attorno a questa idea si sviluppa il romanzo di Francesco Nicolò che porta il lettore, proprio come Federico, ad incuriosirsi alle vicende del nonno Lorenzo, visto sotto una luce nuova, sorprendente e scandalosa. Solo che noi, a differenza del giovane Federic

FENOMENO SUPERNATURAL | Il Tv serie cult concluso dopo 15 stagioni

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PRIMA STAGIONE Capita di accostarsi a una serie Tv perché qualcuno ne abbia parlato, magari anche con un po’ di insistenza, al punto tale che alla fine mi decido: “ e che sarà mai? guardiamola, se non mi piace smetto ”. Si reagisce più o meno in questo modo, no? È il caso di Supernatural, una serie, va detto subito, quanto più distante dalle mie corde: vale a dire, guardo di tutto, basta non vi sia traccia di entità soprannaturali. Diciamo che come presupposto già lascio a desiderare. Questo anche per via della massima popolare “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”, che contiene una filosofia spicciola ma molto chiara; ciò che è “santo” deve essere rispettato. E dunque, dopo i primi 22 episodi come la mettiamo? Diciamo che i santi non vengono oltraggiati e che il fatto che io sia giunto alla fine della prima stagione già di per sé è un punto a favore della serie.  Ma non enfatizziamo troppo il concetto perché questa è una recensione assai critica, che forse non piacerà a

Il Segreto della Rosa - di Marilynn St. Claire | In cui l'enigma sarà finalmente svelato

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Sequel attesissimo de Il Corvo e la Rosa, dagli imprevedibili accadimenti.   Chi avrebbe potuto immaginare infatti che a Percy sarebbe successo di trovarsi improvvisamente (omissis); accidenti allo spoiler! Ma no no tranquilli, per saperlo dovete proprio prendere in mano il libro e leggerlo, mica ve lo dico. Certo che dire proprio niente niente, insomma, d’altra parte: che prima o poi a Rose sarebbe successo di (omissis); ancora! Beh, ma questo non sarà proprio il caso di dirlo, lo si poteva immaginare che la moglie di Percy si sarebbe ritrovata (omissis).   Invece non lo si poteva proprio immaginare che Ursus, ricordate il levriero? Eh, ma questa è grossa, ve la leggete, va. Comunque, alla fine il Segreto della Rosa , che è poi quella di Satana, detto inter nos - ma lo si sapeva dal primo libro - è stato svelato ed è quanto premeva di più.   Marilynn St. Claire ne è venuta a capo, dopo tutte quelle pagine e pagine che sin dalla prima era evidente che si stava preparando qualcosa d

Venezia soluzione estrema | di Giancarlo Bosini

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Questo romanzo del giallista Bosini è un interessante connubio fra realtà e finzione.  Quello che infatti  mi ha colpito è stata la capacità dell’autore di ambientare una storia ispirata alle vicende di un importante edificio che nel suo genere è un emblema e parte integrante del paesaggio veneziano: l’ex Molino Stucky alla Giudecca che nella finzione romanzesca prende il nome di Mulino Mendel. Prima della sua ristrutturazione, che lo ha effettivamente trasformato in un lussuoso hotel, la costruzione si ergeva nella sua maestà inquietante in modo prepotente sull’isola della Giudecca.  Bosini lo ha trasformato in un palcoscenico prendendo a prestito eventi realmente accaduti, come le devastazioni causate da incendi, ma rendendolo nel contempo il fulcro su cui ruota una storia ricca di suggestioni. Al centro il progetto di trasformazione del vecchio mulino attorno al quale ruotano personaggi dal passato non proprio cristallino e indizi non sempre facili da cogliere soprattutto quando di

"Di uomini e di mondi" | di Martina Tassini

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Di uomini e di mondi  di Martina Tassini - Sette racconti brevi, profondi, ricchi di significato, nella loro semplicità, essenziali: un’essenzialità che porta a riflettere. Proprio per questo, fra una lettura e l’altra, mi è parso necessario prendermi del tempo, così ne ho letto uno al giorno, in una settimana. A dire il vero, il titolo può trarre in inganno perché non tanto di “uomini” si parla in quanto i protagonisti appartengono a quello che i tedeschi chiamerebbero Menschen, vale a dire l’insieme delle “persone” ovvero l’Umanità in senso lato. Uomini e donne che vivono realtà molto diverse fra loro, distanti nel tempo e nello spazio, ma tutti accomunati dalla necessità di fare scelte di vita importanti, di dare un senso alla propria esistenza, cercare o ritrovare sé stessi, la propria felicità, che devono fare i conti fra aspirazioni e le situazioni in cui vivono e che a poco a poco li hanno trascinati dove non volevano, ma non solo. Leggere questi racconti è anche riflettere

Sons Of Anarchy, affresco infernale per una famiglia maledetta

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I Motorcycle Club sono un fenomeno nato negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, probabilmente per iniziativa di reduci appassionati di motociclette, una moda diffusasi subito in tutti gli States e in altri paesi. Si tratta di soggetti che prediligono principalmente Harley Davidson, ma anche altri cosiddetti choppers, vale a dire motociclette fortemente elaborate e personalizzate in modo da non farle apparire uguali o simili a modelli di serie. Esattamente il contrario dei cultori dei più famosi brand odierni. Ma in quegli anni si era alla vigilia di importanti cambiamenti epocali di contestazione al sistema che negli Stati Uniti ebbe modo di esprimersi in un capovolgimento dei valori e degli stili di vita non necessariamente caratterizzato da coerenze ideologiche come invece avvenne in Europa e soprattutto in Italia diversi anni più tardi. Ad esempio, nel 1947 le cronache riportano che in una cittadina della California un raduno di motociclisti sfociò in risse e disord