Sulle tracce dei Vampiri, di Damir P.V. Fillén | Romanzo di azione, avventure e sangue
Secondo volume della serie “Darkness, The Angel of Vengeance dal titolo Sulle tracce dei Vampiri edito da LoGisma.
L’autore Damir P.V. Fillén continua a focalizzare l’attenzione su Viktor Von Trux che avevamo conosciuto nel primo volume. Il protagonista principale, come si ricorderà, vittima di un inganno sentimentale, era stato reclutato dalla Sacra alleanza della Fenice, in lotta con la diabolica Stirpe dei Serpenti da cinquemila anni contro le forze del bene pur di ottenere il controllo del mondo.
Mentre nel primo libro gli episodi procedevano parallelamente alla costruzione di una sottotrama nella quale Viktor si definiva in quanto Darkness, in questo volume la sottotrama non compare in quanto i ruoli sono già ben definiti.
Viktor si è ormai consolidato come vendicatore mascherato dalla doppia vita e, sentimentalmente, in un ménage a tre con il duo lesbo Regina e Lola, anch’esse provette aviatrici e impareggiabili nell’uso di pistole e sciabole, ed è ormai coinvolto nella Alleanza della Fenice il cui scopo ora è quello di passare all’offensiva e neutralizzare la Stirpe antagonista dei Serpenti.
Il libro propone tre episodi, tutti autoconclusivi, che si aggiungono a quelli del volume precedente. Il primo ambientato a Parigi, il secondo in Romania mentre il terzo a Firenze dove i Serpenti stanno creando una situazione ideale per l’avvento al potere del Fascismo.
Ricordiamo che le vicende si collocano nell’Europa di fine Prima guerra mondiale, fra Svizzera, Austria, Francia, Belgio, Italia e Romania, paese in cui i valorosi della Fenice dovranno neutralizzare appunto Vampiri non proprio convenzionali nonché il discendente di un famoso re erede di atroci tecniche di tortura.
In questo libro il gruppo delle ragazze sveglie ed emancipate si arricchisce con l’arrivo di Vivienne.
Note finali. Il libro procede a volte in modo prevedibile, ma è un’ottima lettura di azione, avventura e sangue, con qualche scena di erotismo esplicito, nel complesso rilassante, soprattutto per quanti non amano i cliffhanger troppo intensi. A volte va anche bene così.
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