LE NOTTI MAGICHE DEL MAGAZZINO EM MOTORICAMBI | di Elisabetta Muraca
Oggi le nostre battaglie quotidiane non si combattono in trincea, ma nella capacità di non restare vittime delle circostanze quando questo equilibrio si incrina o si rompe. È qui che la testimonianza di Ely e del suo compagno Rocco emerge con forza, mediata dalla voce dei ricambi di motocicletta del magazzino EM.
Avete letto bene: la storia di Ely e Rocco viene raccontata da Nonno Turbo, un vecchio serbatoio, assieme ad altri componenti meccanici come Catty, Luci o Discky. L’autrice trae ispirazione da suggestioni alla Toy Story o Una notte al museo per descrivere la vita segreta degli oggetti che si animano quando le luci si spengono. All'inizio il lettore viene quasi tratto in inganno dalla leggerezza della fiaba, ma è un espediente narrativo prezioso: serve a creare un legame empatico prima che il racconto viri bruscamente verso eventi drammatici.
Dall'atmosfera scherzosa ci si addentra così in una rappresentazione cruda della vita, quasi in balia di un fato crudele. Il modo in cui i protagonisti affrontano la nuova situazione costituisce la parte più intima e commovente del libro. Non è più un romanzo qualsiasi, ma una vera lezione di vita moderna — priva della retorica del passato ma ricca di un'umanità autentica — alla quale non si può far altro che inchinarsi con ammirazione.
Dal punto di vista stilistico, la prosa è semplice ed essenziale, arricchita da fotografie della vita reale e QR code che rimandano a video link, rendendo l'esperienza di lettura immersiva e profondamente vicina alla realtà. Un libro che insegna come, anche quando tutto sembra andare in frantumi, sia possibile ricominciare da capo, un pezzo alla volta.
Grazie per questa recensione così lucida e articolata.
RispondiEliminaHo apprezzato in particolare l’analogia con Cuore, non come paragone stilistico, ma come riflessione sul diverso modo in cui oggi si affrontano le “battaglie” quotidiane.
Hai colto perfettamente l’intento della fiaba iniziale e il suo ribaltamento, così come il ruolo del magazzino e dei ricambi come voci mediatrici di una storia reale.
È raro sentirsi letti in questo modo, ed è un privilegio quando accade.
Grazie davvero per il tempo e l’attenzione dedicati al libro.
Elisabetta Muraca